Corso (pre)matrimoniale (semi)serio. Pt.3 – Andate e moltiplicatevi. Ma anche no.

Per un po’ di tempo ho rimandato la scrittura di questo post: lo so che prima o poi avrei dovuto affrontare “il drago”, ma ero bloccata dalla certezza che come scrivi, scrivi, con l’argomento ‘genitorialità’, finisci sempre per sbagliare. Il rischio principale è quello di ferire qualcuno oppure quello di dire delle banalità imbarazzanti. Sono certa che commetterò entrambi gli errori e me ne scuso in anticipo .
In un percorso di avvicinamento al matrimonio, avrei voluto che qualcuno mi ponesse alcune questioni perché, soprattutto in ambiente cattolico, la genitorialità è data per scontata; ciò che non è scontato, però, è  che si parli di genitorialità consapevole. Con la volontà di essere, se non proprio buona, quanto meno indelicata possibile, elenco 5 domande da porsi sull’argomento prima di decidere di sposarsi:

1) “Vuoi figli?”  Se volete figli va bene; se non volete figli, va bene; ma parlatene e trovate un accordo. Mettere al mondo una progenie, non vi rende persone di serie A; non mettere al mondo una progenie, non vi rende persone di serie B;
2) “Quanto è trattabile la tua posizione?”  Se non siete d’accordo sull’argomento, dedicatevi con parsimonia all’opera di convincimento dell’altro/a. Solo gli stupidi non cambiano mai idea, è vero, ed io stessa ne sono la prova, però ciascuno di noi sa quando la battaglia è ancora aperta e quando, invece, le sorti del conflitto sono segnate. Valutate anche l’ipotesi che l’altra persona non cambi idea sull’argomento;
3) “Che facciamo se…?”  Confrontatevi anche sulle ipotesi peggiori, chiedetevi in tutta onestà cosa pensate che fareste (perché è certo, che non potete sapere esattamente come vi comportereste nella situazione concreta) nel caso in cui i figli desiderati non arrivassero, o i figli indesiderati arrivassero o, ancora, qualora i figli desiderati arrivassero ma non in condizioni di salute ottimali. Non è questione di fare i profeti di sventura ma di prendere in esame tutte le possibilità perché è sul realizzarsi di queste possibilità che si gioca la stabilità della coppia e la salute psicofisica delle persone;
4)  “Come ci organizzeremo quando…?”  Se vi trovate d’accordo sulle tre precedenti domande e decidete di volere figli, fatevi un’idea, seppur vaga, di come intendete organizzare la vita famigliare con l’arrivo dei bambini. Non dimenticatevi, né come singole persone né vicendevolmente, in favore di un totale assorbimento da parte degli eredi;
5) “Come ci comporteremo nel caso in cui…?”  Confrontatevi su come intendete crescere i vostri figli. Se entrambi arrivate da un ambiente educativo comune, discuterne può essere un buon punto di partenza. Questo aspetto diventa, però, quanto più importante tanto più è diverso il contesto da cui provenite, anche se una persona, da questo contesto, si può sempre affrancare. Credo che procedere per tentativi, fare domande anche sciocche e prevedere scenari sia l’unico modo per sviscerare la questione.

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